ROMA GLI IRRIDUCIBILI SCRIVONO A TOTTI "NOI NON AVREMMO PERMESSO DI TRATTARTI COSI"
Gli ultrà della Lazio salutano il capitano giallorosso
affidando a una lettera ammirazione e sfottò: "Il rispetto che non hai
ricevuto né dai tuoi tifosi né dalla tua società e questo, te lo diciamo
sinceramente, ci dispiace". E si firmano "i tuoi migliori nemici"
Dopo lo striscione,
gli Irriducibili hanno pubblicato una lettera dedicata, tra rispetto e
(parecchi) sfottò, proprio al capitano della Roma: "Era il 6 marzo del
1994 quando ci siamo incontrati per la prima volta. Entrasti al posto di
Piacentini e ti procurasti un rigore che poi Giannini si fece parare.
Così giovane eri già riuscito a descrivere, in maniera eccellente, la
storia della tua squadra fatta di rigori e di occasioni perse. Da
allora, mentre inanellavi record su record; mentre gli stadi di tutto il
mondo ti battevano le mani; mentre pensavi a che maglietta dedicarci, e
tra un Sanremo e uno spot pubblicitario, la Lazio vinceva uno Scudetto,
una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, quattro Coppe Italia (in
una eri anche presente. Nel giorno più bello da Laziale c’eri tu e ti
ho battuto le mani volentieri) e tre Supercoppe italiane".
Totti e Roma —
I tifosi della Lazio, poi, parlano anche del rapporto tra Totti e la
Roma: "In ogni caso, e soprattutto di questi tempi, hai raggiunto un
traguardo che merita rispetto. Il rispetto che non hai ricevuto né dai
tuoi tifosi né dalla tua società e questo, te lo diciamo sinceramente,
ci dispiace. Noi non avremmo mai permesso che un giocatore come te
venisse trattato così. Non avremmo mai osservato in silenzio quello che
ti stanno facendo e che ti hanno fatto. Oggi nessuno ti difende e noi,
ovviamente, non possiamo farlo. Nessun rancore per le magliette e per le
battute che ci hai dedicato. Ci stanno e, anzi, ci devono stare. Stiamo
a Roma e funziona così. Chissà che epilogo avrà questa storia… Se ci
riserverà qualche sorpresa e qualcuno non saprà più per chi tifare. In
ogni caso una stretta di mano come si conviene ad un avversario che,
dopo tanti anni, lascia il campo, da parte dei suoi “nemici” migliori".
Fonte:gazzetta.it
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