martedì 10 dicembre 2019

LA RUSSIA E' FUORI DA TUTTE LE COMPETIZIONI SPORTIVE PER DOPING


NON POTRA' COMPETERE E ORGANIZZARE MANIFESTAZIONI INTERNAZIONALI FINO A TUTTO IL 2023.SALVI GLI EUROPEI DI CALCIO E IL GP DI FORMULA 1



La Russia è fuori. Per i prossimi quattro anni non vedremo lo squadrone dell’ex Impero impegnato a tutti i più grandi eventi sportivi, da Europei e Mondiali fi no all’Olimpiade. Niente inno, né bandiera. E niente organizzazione di manifestazioni sul proprio territorio. Salvo rare eccezioni, a partire degli Europei di calcio 2020 a San Pietroburgo. La Russia sarà anche costretta a partecipare alle qualifi cazione dei Mondiali di calcio di Doha 2022 «con una squadra neutrale». Cancellata fi no al 2023. Niente Giochi di Tokyo a luglio. Fuori anche dalle Paralimpiadi. I primi eff etti l’esclusione tra un mese dall’Olimpiade invernale giovanile a Losanna. Non era mai accaduto. Una condanna che riporta agli anni bui dei boicottaggi di Mosca 1980 e Los Angeles 1984.  La sospensione di quattro anni, già nell’aria, è stata formulata dall’Esecutivo della Wada (l’agenzia mondiale antidoping), al termine della riunione a Losanna in cui i dodici membri hanno votato all’unanimità. Lo sport russo è cancellato dalla carta geografi ca. Un bando totale che isola nello sport una delle realtà più vincenti assieme a Stati Uniti e Cina. Stop anche al riconoscimento internazionale dei dirigenti russi.

MANNAIA. A questo punto si è arrivati esattamente quattro anni dopo l’inizio delle inchieste, che avevano dapprima messo a nudo le coperture della Iaaf di Lamine Diack su casi positivi in cambio di dollari (3,5 milioni), per poi esplodere con lo scandalo planetario del laboratorio antidoping di Sochi, quello dei Giochi invernali 2014. In quell’indagine furono coinvolti fi nanche i servizi segreti russi e vennero provate manipolazioni di dati analitici e biologici di oltre un migliaio di atleti russi. Una pratica illegale continuata, denunciò il rapporto McLaren. Risale al 2010 la decisione politica della Russia di intraprendere una campagna di doping su vasta scala. Fu quando, all’indomani del magro bottino ai Giochi invernali di Vancouver, tutti i dirigenti e direttori tecnici furono convoca
ti al Cremlino da Putin, strigliati e messi sotto processo. Da lì la svolta verso il doping di Stato e la risalita nei medaglieri olimpici.  Il colpo di scena lo scorso gennaio, quando la Rusada (antidoping russo), su richiesta della Wada, ha trasmesso i file di tutte le analisi passate, compresi i passaporti biologici, dopo averli ripuliti nel tentativo di eliminare tracce di manipolazione. «Alla Russia abbiamo offerto tutte le opportunità per ristabilire credibilità al sistema antidoping, ma purtroppo hanno scelto di continuare con l’inganno nel percorso criminoso: è un attacco all’integrità di tutto lo sport» la dura requisitoria di Craig Reedie, presidente Wada al suo ultimo atto  ufficiale prima di ritirarsi.  La mannaia è caduta sullo sport russo nonostante la freddezza del presidente del Cio, il tedesco Thomas Bach, da sempre vicino a Putin. Il n.1 del Comitato olimpico internazionale avrebbe voluto “salvare” i dirigenti sportivi («non ci sono prove che siano coinvolti»), barattando alcune concessioni in cambio del pugno  di ferro contro «i veri responsabili», chiamati a pagare un prezzo salatissimo. Ma ieri anche Bach ha dovuto accettare la cruda realtà dei fatti. «Non è più una raccomandazione ma una richiesta quella arrivata dalla Wada, alla quale non possiamo, né vogliamo opporci», la posizione del Cio. Per Bach il veto a organizzare manifestazioni va regolamentato: «Gli avvenimenti già assegnati e il cui spostamento di sede è diffi  coltoso non saranno cancellati». E’ il caso del GP Russia di Formula 1, il cui contratto fu siglato nel 2010 ed è già in calendario nel 2020. 

L'APPELLO. Lo sport russo ha 21 giorni per appellarsi al Tas di Losanna (tribunale arbitrale dello sport). Ma il dettaglio delle accuse nelle carte della Wada lasciano pochi dubbi. «Non c’è alcuna pos
sibilità di vincere l’appello - ha dichiarato il presidente dell’antidoping russo, Yury Ganus - E’ una tragedia per tutti i nostri atleti, alcuni andranno all’estero nella speranza di poter continuare a gareggiare come neutrali». Di diverso parere il premier Medvedev: «Questa è isteria cronica anti-russa. Ci appelleremo e vinceremo». Il 19 si riunisce il consiglio di vigilanza di Rusada, chiamato a decidere se fare ricorso. «Dobbiamo difendere i nostri atleti» ha ammonito Svetlana Zhurova, primo vicepresidente della Duma.  Intanto non ci sono certezze nemmeno sulla partecipazione individuale come atleti neutrali. Operazione difesa da Bach: «Non possiamo punire gli atleti puliti». Ma contrastata dal presidente dell’antidoping Usa (Usada), Travis Tygart: «Tutto lo sport russo è recidivo, sarebbe ipocrita e pericoloso consentire la partecipazione di alcuni atleti a titolo individuale». Già a Rio 2016, la Russia fu assente nell’atletica (gareggiò la sola Klishina, stabilitasi all’estero). A PyeongChang 2018, presenti solo 168 “atleti olimpici della Russia”. Il problema è chi dovrà garantire chi. Dopo che la World Athletics, ha interrotto il processo di eleggibilità individuale causa le reiterazioni di «pratiche di copertura» della nuova dirigenza russa. 

Fonte: CorrieredelloSport.it



lunedì 25 novembre 2019

PROPIETA' MILAN NUOVA RIVOLUZIONE IN VISTA PER IL CLUB ROSSONERO


Secondo un'indiscrezione riportata da 'Il Giorno', l'imprenditore francese Bernard Arnault è interessato a rilevare il club meneghino



Il 2020 può essere l’anno di un altro grande cambiamento al vertice della proprietà del Milan: il club rossonero potrebbe essere infatti acquistato da Bernard Arnault, proprietario del gruppo Lvmh-Luois Vuitton, il più grande polo mondiale del lusso. Secondo quanto riferisce ‘Il Giorno’, le voci si fanno sempre più insistenti e Arnault, che vorrebbe rilevare il club rossonero entro l’estate del 2020, ha già affidato alla banca di investimento londinese Lazard il ruolo di advisor.
Il figlio dell’imprenditore francese, Antoine, aveva provato a smentire tramite i social: “Massimo interesse per il club ma non siamo interessati ad investire” aveva detto, ma il gruppo in realtà sembra notevolmente attratto dalle nuove dinamiche dall’economia europea, in cui Londra per via della Brexit ha perso il suo ruolo centrale nell’industria del lusso.


Al momento non sono state registrate offerte ma Elliott chiede un miliardo e 200 milioni di euro. Un ruolo cruciale potrebbe averlo lo stadio: il fondo statunitense vuole accelerare, ben consapevole che con la certezza di poter giocare in uno stadio moderno sarebbe molto più facile cedere il club a condizioni vantaggiose.
Intanto il Consiglio comunale di Milano ha espresso un ‘sì’ condizionato al progetto per la costruzione di un nuovo stadio per Milan e Inter, per la soddisfazione di entrambi i club: “AC Milan e FC Internazionale Milano accolgono positivamente la notizia della approvazione dell’Ordine del Giorno da parte del Consiglio Comunale di Milano” hanno dichiarato in un comunicato congiunto.
“Nel riconoscere il Pubblico Interesse alla ‘Proposta di Fattibilità Tecnico Economica’ – si legge ancora nel comunicato – per la riqualificazione dell’area di San Siro presentato dai Club, si apprezza come sia stata recepita la visione dei Club di offrire alla città di Milano un nuovo stadio con elevati standard di eccellenza e un nuovo distretto al servizio dei cittadini”.
“I Club confidano che la Giunta Comunale recepisca l’assenso espresso dal Consiglio risolvendo, nell’espressione del pubblico interesse che chiuderà questa fase istruttoria, tutti i temi fondamentali che ancora necessitano di essere chiariti per poter assicurare ai Club la fattibilità sostenibilità economica del progetto, come la ri-funzionalizzazione di parte del Meazza e le volumetrie accessorie correlate al nuovo stadio. AC Milan e FC Internazionale Milano continuano il percorso di confronto con tutti gli attori coinvolti, Istituzioni e cittadini, nella necessità di rispettare i tempi prospettati nella Proposta” hanno poi concluso i rappresentanti dei due club milanesi.
Un cambiamento così radicale come un cambio di proprietà potrebbe segnare anche il futuro dei rossoneri, che non stanno certo passando un periodo positivo. La proprietà attuale vuole investire esclusivamente in giovani prospetti da rivendere per ottenere plusvalenze e non vede di buon occhio investimenti importanti per giocatori affermati. Qualora dovesse arrivare Arnault, invece, l’imprenditore francese potrebbe presentarsi ai tifosi con un regalo: Massimiliano Allegri.

fonte:Sportal.it

venerdì 26 maggio 2017

FIORENTINA: DELLA VALLE IPOTIZZA LA CESSIONE



Il proprietario della Viola: "Non capisco come mai vengo insultato così. Credo sia arrivato il momento di farmi da parte, per il bene della società"

 

 "Faccio un passo indietro". Le contestazioni degli ultimi mesi hanno scosso Andrea Della Valle. E non lo hanno lasciato indifferente. Direttamente da Benevento, presente alla laurea honoris causa del fratello Diego, parla dei suoi sentimenti. E intendimenti. "Faccio un passo indietro perché vedo che in questo momento non c'è equilibrio e non c'è un sano contraddittorio. Non capisco come mai vengo insultato così, penso di aver dato tante gioie facendo sicuramente anche degli errori. Credo pochi. In questo periodo sono inquieto, come si è visto a Sassuolo. Mi sono distaccato per riflettere su tante situazioni che ancora oggi non riesco ad accettare. Si dice che nel calcio le offese ci stanno, ma non credo che lo stadio sia zona franca. Non è così. Credo che personalmente sia arrivato il momento di fare un passo indietro e farmi da parte, per il bene della Fiorentina. La società è ben gestita da tutti i protagonisti che sono nel club, quindi sono solo io che ora faccio un passo indietro".

 

ANCORA PAROLE — "Io vivo di cuore e passione - prosegue Andrea Della Valle - ho messo soldi in questa squadra, ma in questo momento non percepisco più l’equilibrio giusto in città. Non riesco a capire il perché ma è così. La decisione più giusta da prendere è questa, anche perché così non sto bene. Mi prendo le mie responsabilità per non aver centrato gli obiettivi di quest’anno, ma le realtà simili alla nostra sono tutte sotto di noi. Se poi si pensa di dover arrivare davanti a Juventus, Roma, Napoli, Milan e Inter non si è capito bene la realtà. Alcuni dicono che non voglio capire certe accuse, allora forse il problema sono io e mi faccio da parte.
ADDIO GONZALO — Dopo 5 anni, commosso e commovente l'addio di Gonzalo Rodriguez. "E un momento difficile, domenica sarà l'ultima mia partita in maglia viola. È stato un orgoglio tiferò Fiorentina per sempre" - dice il capitano interrompendosi spesso per le lacrime che sgorgano spontanee. Parlando davanti ai giornalisti, ma anche a molti compagni accorsi in sala stampa. Oltre a Sousa. Ancora l'argentino. "Perché finisce? Speravo nel rinnovo: ma se non ti chiamano per cinque mesi e quando l'incontro c'è la trattativa non esiste, ed in venti minuti è tutto finito, ti rendi conto che è il momento di andare via. Per me è un momento tremendo, io ho dato tutto e vado via a testa alta. Ci sono stati alti e bassi ma mi ha deluso il modo in cui sono state fatte le cose. Ingaggio? Loro hanno offerto il 25% in meno, ma non sono i soldi che mi cambiano la vita. Il problema è stato il modo. Prima viene la persona. Adesso continuerò a giocare da un'altra parte, non so dove, fino ad ora volevo avere la testa solo per questa maglia".
Fonte:Gazzetta.it

martedì 23 maggio 2017

ARBITRI: MORTO L' EX ARBITRO INTERNAZIONALE FARINA



Attualmente responsabile della Can B, è scomparso oggi: era malato da tempo
Il calcio piange Stefano Farina. L'ex arbitro, attualmente responsabile della commissione arbitrale della Serie B, è scomparso oggi a 54 anni. Farina era malato da tempo ma, per tutelarne la privacy così come richiesto dalla sua famiglia, non era trapelato nulla.
La notizia è stata comunicata sul sito dell'associazione italiana arbitri. "All'età di 54 anni, improvvisamente, ci ha lasciato l’ex arbitro internazionale ed attuale Responsabile della CAN B, Stefano Farina. Arbitro della Sezione di Novi Ligure dal dicembre del 1979, ha debuttato in Serie A nel gennaio del 1995 dirigendo complessivamente 236 gare della massima serie e 117 di Serie B - si legge -. Ha diretto due finali di Supercoppa Italiana e la finale di Supercoppa Europea del 2006. Osservatore UEFA, è stato Rappresentante degli arbitri in attività e Responsabile della CAN D e della CAN PRO. Il Presidente dell'AIA Marcello Nicchi ed il Vice Narciso Pisacreta, insieme ai componenti del Comitato Nazionale, al Responsabile del Settore Tecnico Arbitrale Alfredo Trentalange, ai Responsabili degli Organi Tecnici Nazionali, ai Componenti della CAN B, Cristiano Copelli e Gabriele Gava, anche a nome dei 35.000 arbitri italiani, esprimono alla famiglia di Stefano profondo cordoglio e vicinanza. Si uniscono il Segretario dell’AIA Francesco Meloni, il Vice Segretario Massimo Solfanelli, il Responsabile della Segreteria della CAN B Davide Garbini, il Direttore Responsabile della Rivista "l'Arbitro” Carmelo Lentino, i Coordinatori della redazione e tutto il personale FIGC in forza all’Associazione Italiana Arbitri".
 Fonte:Gasport 

lunedì 22 maggio 2017

E' MORTO NICKY HAYDEN LO SPORTI IN LUTTO



L'ospedale Bufalini di Cesena ha comunicato il decesso. Il pilota era stato investito da un'auto mercoledì scorso


 Non ce l’ha fatta Nicky Hayden, investito da un'auto, mercoledì scorso, mentre era in bicicletta a Misano Adriatico. In un comunicato ufficiale, l’ospedale Bufalini di Cesena ha comunicato che il pilota è deceduto oggi. Il pilota statunitense aveva 35 anni e versava da giorni in condizioni disperate.

IL TRIONFO DEL 2006 IL PUNTO PIU' ALTO .- Il centauro americano era in forza al Team Honda World Superbike dopo aver corso per anni in MotoGp, vincendo il titolo iridato nel 2006 in sella a una Honda. Nella categoria regina dello moto Hayden ha primeggiato in tre gare salendo 28 volte sul podio e strappando cinque pole position.

 L'esordio in MotoGP nel 2003 con il team Repsol Honda, stagione in cui ha ottenuto due terzi posti terminando al quinto posto con 130 punti. Nel 2004, si è invece classificato all'ottavo posto finale con 117 punti e nel 2005, terzo con 206 punti, prima di diventare iridato, l'anno successivo. Dopo tredici anni nella Motogp, nel 2016 Hayden era passato al mondiale Superbike con il team Honda World Superbike.

 SPUNTA UN VIDEO - Intanto è al vaglio della Procura di Rimini un video che mostra la dinamica dell'incidente ripreso da una telecamera di sorveglianza di un'abitazione nei pressi del luogo dell'impatto. Dal video emerge che Hayden, percorrendo in sella alla bici una strada secondaria, arrivato all'incrocio, non si è fermato allo stop. Proprio in quel momento è avvenuto lo scontro violento con la vettura proveniente dalla strada principale. L'impatto è stato molto forte e l'ex campione di Moto Gp ha riportato un grave politrauma con conseguente gravissimo danno cerebrale. La Procura di Rimini ha disposto una consulenza tecnica per accertare la velocità dell'auto e per capire se il guidatore abbia o meno rispettato i limiti previsti dal codice della strada

 MALAGO': TRISTEZZA INFINITA - «Tristezza infinita. Onore al grande #Hayden protagonista del motociclismo. R.I.P.»: così il presidente del Coni, Giovanni Malagò - via twitter - dopo aver appreso della morte di Nicky Hayden

 LO SPORT IN LUTTO "Sempre nel mio cuore, campione. Riposa in pace Nicky #69". Lo scrive, sul suo profilo Twitter ufficiale, postando una foto di Nicky Hayden in bianco e nero in moto con la bandiera a stelle e strisce, il centauro spagnolo della MotoGP, Dani Pedrosa, ricordando il pilota morto oggi. "Sono sconvolto dalla notizia. Non ti dimenticheremo mai!" il tweet di Marquez. La Roma e il Milan hanno twittato il loro cordoglio: "L'#AsRoma si unisce al cordoglio del mondo dello sport per la scomparsa di Nicky Hayden e si stringe al dolore della famiglia". "Siamo profondamente addolorati per la scomparsa di Nicky Hayden. Sentite condoglianze alla sua famiglia e ai suoi cari. Riposa in pace, Nick

Fonte:CorrieredelloSport.it

ROMA GLI IRRIDUCIBILI SCRIVONO A TOTTI "NOI NON AVREMMO PERMESSO DI TRATTARTI COSI"



Gli ultrà della Lazio salutano il capitano giallorosso affidando a una lettera ammirazione e sfottò: "Il rispetto che non hai ricevuto né dai tuoi tifosi né dalla tua società e questo, te lo diciamo sinceramente, ci dispiace". E si firmano "i tuoi migliori nemici"

 

 Dopo lo striscione, gli Irriducibili hanno pubblicato una lettera dedicata, tra rispetto e (parecchi) sfottò, proprio al capitano della Roma: "Era il 6 marzo del 1994 quando ci siamo incontrati per la prima volta. Entrasti al posto di Piacentini e ti procurasti un rigore che poi Giannini si fece parare. Così giovane eri già riuscito a descrivere, in maniera eccellente, la storia della tua squadra fatta di rigori e di occasioni perse. Da allora, mentre inanellavi record su record; mentre gli stadi di tutto il mondo ti battevano le mani; mentre pensavi a che maglietta dedicarci, e tra un Sanremo e uno spot pubblicitario, la Lazio vinceva uno Scudetto, una Coppa delle Coppe, una Supercoppa Europea, quattro Coppe Italia (in una eri anche presente. Nel giorno più bello da Laziale c’eri tu e ti ho battuto le mani volentieri) e tre Supercoppe italiane".

 Totti e Roma — I tifosi della Lazio, poi, parlano anche del rapporto tra Totti e la Roma: "In ogni caso, e soprattutto di questi tempi, hai raggiunto un traguardo che merita rispetto. Il rispetto che non hai ricevuto né dai tuoi tifosi né dalla tua società e questo, te lo diciamo sinceramente, ci dispiace. Noi non avremmo mai permesso che un giocatore come te venisse trattato così. Non avremmo mai osservato in silenzio quello che ti stanno facendo e che ti hanno fatto. Oggi nessuno ti difende e noi, ovviamente, non possiamo farlo. Nessun rancore per le magliette e per le battute che ci hai dedicato. Ci stanno e, anzi, ci devono stare. Stiamo a Roma e funziona così. Chissà che epilogo avrà questa storia… Se ci riserverà qualche sorpresa e qualcuno non saprà più per chi tifare. In ogni caso una stretta di mano come si conviene ad un avversario che, dopo tanti anni, lascia il campo, da parte dei suoi “nemici” migliori". 

 

Fonte:gazzetta.it


SERIE A CAMBIA IL PROGRAMMA DELL' ULTIMA GIORNATA


La Lega ha ufficializzato la variazione degli orari della 38ª: Atalanta e Juventus scenderanno in campo sabato, il Milan domenica alle 15, Roma e Napoli alle 18, tutte le altre alle 20.45




Niente contemporaneità anche per l'ultima giornata. Con l'ufficialità, arrivata oggi, della vittoria dello scudetto da parte della Juventus e della qualificazione di Atalanta e Milan rispettivamente ai gironi e al terzo turno preliminare di Europa League, la Lega Serie A ha deciso che le gare del 38° turno si giocheranno in quattro diversi orari: sabato alle 18 e domenica alle 15, alle 18 e alle 20.45. Così, come richiesto dalla Roma, la gara contro il Genoa verrà disputata domenica 28 maggio alle 18, per permettere il giusto omaggio post-partita a Francesco Totti, che chiuderà la sua carriera.


 il programmaQuesta la programmazione della 38ª giornata
Sabato 27 maggio 2017, ore 18
: Atalanta-Chievo e Bologna-Juventus
Domenica 28 maggio 2017, ore 15: Cagliari-Milan
Domenica 28 maggio 2017, ore 18: Roma-Genoa e Sampdoria-Napoli
Domenica 28 maggio 2017, ore 20.45: Crotone-Lazio, Fiorentina-Pescara, Inter-Udinese, Palermo-Empoli e Torino-Sassuolo