Parma-Fiorentina 2-2: in 10 i viola riprendono il Parma
Rigore e poi l'espulsione di Diakitè: i viola nel tunnel in due minuti, ma al 2-1 di Amauri risponde Mati Fernandez con una super punizione a 5 minuti dalla fine. Tredicesimo risultato utile consecutivo per i padroni di casa
A questo incrocio arrivavano con animo e gambe differenti: il Parma con lo slancio della maxi vittoria di Bergamo contro l’Atalanta, la Fiorentina prima nera di rabbia per il k.o. interno con l’Inter, poi stanca ma risollevata dal successo europeo in Danimarca. I sentimenti si annullano e finisce in parità, 2-2. Donadoni ancora con il tridente Biabiany-Amauri-Cassano, Montella che ripiazza Matri al centro dell’attacco (nell'ultima in campionato aveva iniziato in panca) con Joaquin e Cuadrado ai lati.
UN MINUTO —
La Fiorentina ritrova soprattutto l’ordine di Borja Valero, out per
squalifica con l’Inter e la regia di Pizarro. Montella deve invece
ritrovare a pieno lo sprint di Cuadrado, ma dall’altra ha Joaquin che,
almeno all’inizio, sgomma bene sulla fascia. Lucarelli e Paletta,
incollati a Matri, impediscono però al centravanti di ricevere,
controllare e calciare. Dall’altra parte è Biabiany il più ispirato (un
tiro a lato), Cassano è in serata abbastanza chic e Amauri fa lavoro di
squadra: buona una sua manovra, conclusa da un tiro centrale. Buona
soprattutto l’azione del vantaggio, sul finire di tempo: vinta la lotta
con Gonzalo Rodriguez, Amauri mette in mezzo e Cassano segna facile.
Vantaggio non solidissimo, passa un minuto e Matri, servito da Joaquin,
si traveste da assist-man: palla in mezzo, Borja liscia, Cuadrado
centra. E' 1-1.
Match molto nervoso, tre i cartellini rossi.
rigore —
Tre minuti della ripresa per il crac viola: Tomovic in area entra
scomposto su Biabiany. La Fiorentina protesta (la squadra e pure
Montella col quarto uomo) ma il contatto pare netto. Amauri sul
dischetto e raddoppio Parma. E meno di cinque minuti dopo altro episodio
decisivo: Diakitè, già ammonito, entra duro su Cassano. Il rosso è una
giusta conseguenza. La prima reazione è di Montella che pesca Gomez (poi
Ilicic) dalla panchina per Joaquin. Ma è un altro centravanti, Amauri, a
sfiorare la doppietta: da un metro sbatte su Neto. Pochissime altre
scosse viola, prima della magia di Mati Fernandez su punizione: la
parabola è deliziosa e porta il pari viola, ottenuto in sofferenza e
inferiorità di uomini (finisce in 10 contro 9 per la rissa Borja
Valero-Munari). Il Parma fa comunque 13, come i risultati utili
consecutivi.
Napoli-Genoa 1-1: gol di Higuain, magia di Calaiò nel finale, azzurri beffati
Sblocca il Pipita, gli azzurri controllano senza brillare e vengono puniti dall'ex su punizione. Benitez a -6 dalla Roma (che ha una gara in meno), sprecata l'opportunità di allungare sulla Fiorentina
Illusione Napoli, finisce 1-1 al San
Paolo. Nei titoli di coda il colpo di gran classe di Emanuele Calaiò da
calcio piazzato rovina la festa di Higuain e del San Paolo, quando
ormai la vittoria dei azzurri sembrava ormeggiata in porto. Un’altra
occasione sprecata, quella della squadra di Rafa Benitez, fin troppo
indulgente con le squadre non proprio di prima fascia (vedi i precedenti
con Chievo, Sassuolo, Udinese, Parma, Bologna e Atalanta): così la
Fiorentina resta a -6 e la Roma (con una gara in meno) a +6.
PECCATO —
In un clima di reciproco rispetto e di fair play in tribuna (i tifosi
azzurri e rossoblù sono gemellati da oltre un ventennio), il Napoli non
tiene il passo di Juve e Roma, davanti a 40 mila spettatori. Il Genoa,
reduce dalla vittoria di Livorno e dal 3-3 con l’Udinese, viene premiato
per gli sforzi del secondo tempo. E il tecnico Gasperini resta
imbattuto al San Paolo da allenatore dei Grifoni.
ALL’ATTACCO —
Benitez (privo degli infortunati Zuniga, Mesto e Rafael) rinuncia al
turnover e schiera i "titolarissimi" Callejon, Hamsik e Mertens dietro a
Higuain. Gli azzurri premono sull’acceleratore già dai primi minuti,
trovando un Genoa schierato con una difesa a 5 e con un atteggiamento
piuttosto prudente: al 3’ il "Pipita" riceve palla da Mertens, si gira e
e lascia partire un destro che sfiora il palo alla sinistra di Perin. I
rossoblù (senza Kucka, Gamberini, Donnarumma e Vrsaljko) rischiano
ancora all’8’ e al 13’, quando un ispiratissimo Mertens mira due volte
all’incrocio dei pali (nella prima occasione Perin alza sopra la
traversa). E’ netta la prevalenza dei padroni di casa. E inesorabile è
Higuain, a segno al 18’ con un tocco da sotto da campione su assist in
profondità di Hamsik. Bellissimo, il suo tredicesimo gol in campionato.
Ma il Genoa non ci sta e reagisce con Konate: è Fernandez a salvare a
pochi centimetri dalla linea il suo diagonale al 21’ (dopo un colpo di
testa di poco alto di Antonelli su cross di Matuzalem). La partita è
avvincente. E il Pipita si ripropone una volta di più nei sedici metri
e, per un niente, al 23’ non sigla il raddoppio con un missile dai venti
metri. Ci riprova Mertens al 31’ con un’altra conclusione potente dalla
distanza. Fino a quando poi non si risveglia il Genoa e Reina al 36’
deve ricorrere agli straordinari per ribattere il colpo di testa
ravvicinato di Konate, ancora lui, su cross di Antonelli.
BOTTA E RISPOSTA —
Nel secondo tempo il Genoa si presenta in campo senza Gilardino,
sostituito da Fetfatzidis, e passa dal 5-4-1 al 4-4-2. Al 20’ Sculli
sbaglia di poco la mira e 5’ dopo impegna a terra Reina. Una ripresa di
marca genoana (un tempo ciascuno, difatti) e il premio si materializza
al 39’, quando Calaiò disegna - su calcio piazzato - una traiettoria
carica di veleno che tocca il palo e finisce in rete. L'ex attaccante
del Napoli non esulta per rispetto dei tifosi azzurri. E così per la
squadra di Benitez è il quarto pareggio in casa stagionale tra lo
sconcerto della propria gente.
Fonte;Gazzetta.it

Nessun commento:
Posta un commento